2013

AGE CREATIVE CITY. SVILUPPO DEL PENSIERO CREATIVO NELLA TERZA ETA'

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Il tavolo 'ambiente, assetti urbani e mobilità', all'interno del Piano Strategico Metropolitano, si propone di raccogliere idee e proposte che mettano al centro la qualità urbana al fine di costruire le condizioni migliori perché il territorio possa essere adatto a supportare, potenziare ed accrescere il benessere e lo sviluppo della comunità che lo abita e lo abiterà. Da questo obiettivo nasce l'idea di utilizzare un patrimonio umano esistente troppo volte offeso ed escluso dalle attività produttive, di cura e sviluppo di una nuova società civile: la terza età. Si vuole valorizzare una fascia in costante aumento demografico portatrice di intelligenza creativa sino ad ora non espressa. Il ruolo dell'anziano può e deve farsi centrale nei settori della vita civile della qualità urbana, all'integrazione intergenerazionale, alla creazione del senso di comunità, alla cura e alla partecipazione dello spazio pubblico.

LA NUOVA FRONTIERA DEL CREATIVE-AGING

 

Nel 2002 viene coniato dall'OMS (organizzazione mondiale della sanità), il termine di invecchiamento-attivo: “Concetto di invecchiamento che ottimizza le possibilità di salute, partecipazione e sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita in questa fascia della popolazione. Questo non indica solo attività fisica o produttiva ma la capacità di partecipazione nelle questioni sociali, economiche, culturali, spirituali e civiche in relazione ai bisogni e alle inclinazioni di ciascun individuo o gruppo.”

 

Essendo uscito dal ciclo produttivo-lavorativo della società egli può comunque contribuire all'arricchimento di questa tramite forme di volontariato, sia formale all'interno di organizzazioni, che informale come cura al vicino. Questa forma di attività, che si va sempre più affermando anche nel nostro paese, non solo crea benefici per la società, ma è stato dimostrato essere di beneficio psico-fisico anche per la persona che si dedica a questa attività.

La creatività dell'età adulta non va a perdersi, ma continua nella fase della vecchiaia andando incontro ad un processo di rinnovo, la liberazione dalle pressioni e dai vincoli sociali permette di raggiungere nuovi traguardi diventando così una reale risorsa per la società che porta ad una rivisitazione del concetto stesso di vecchiaia.

 

BOLOGNA

 

Bologna è tra i primi posti in Italia per speranza di vita, più di un residente su quattro fa parte della fascia degli over 65, il problema di come riuscire ad includere nella vita sociale e civile della città questo gruppo di persone è assai rilevante, in quanto si tratta di coinvolgere circa 99.440 persone, una città dentro la città.

 

Dal bilancio del comune del 2011 si riscontra che il 19,2% della spesa totale viene adibita al settore sociale, per un totale di 104.753.000 di euro, (con una consistente riduzione rispetto al 2009, che viene in conseguenza delle politiche nazionali che hanno tagliato o quasi azzerato i fondi a questo proposito). Secondo i dati Istat del 2009 il 60% della spesa sociale è assorbita dal settore degli anziani, (il che per un comune come quello di Bologna significa circa 62 milioni di euro), mentre a giovani e famiglie vengono dedicati neanche il 5%. A parità di spesa complessiva, che è simile agli altri paesi europei, in Italia c'è un vero e proprio sbilanciamento delle risorse verso il passato e poca protezione per le fasce che rappresentano il futuro del paese, mentre nella maggior parte degli stati membri questa tendenza è all'opposto.

 

Alcuni dei contributi economici che il comune di Bologna mette a disposizione per la popolazione dei senior sono: contributi per il pagamento delle rette, agevolazione nei trasporti, assistenza domiciliare, contributo per i corsi, credito di emergenza, social card spese per la mensa etc. E' importante notare come le risorse messe in campo dalle istituzioni cittadine per la terza età sono tutte volte all'assistenza, sul sito del Comune di Bologna gli sportelli virtuali in tema di anziani sono tutti rivolti ad una visione “passiva” di questa fascia, volti ad erogare un servizio e un aiuto, ma non propongono iniziative che vedano gli anziani, non come bisognosi di cure e attenzioni, ma potenziali erogatori di risorse, propositori di iniziative e parte attiva della città.

 

In questo senso Ferruccio Bresolin, Alessandro Minello e Maurizio Gallucci danno, nel loro saggio, Sviluppo,Qualità della vita e longevità creativa, un suggerimento interessante: “dal momento che egli è portatore di abilità fisiche e intellettuali da salvaguardare e valorizzare. Abilità che, dipendono da un adeguato livello di qualità della vita; le politiche pubbliche, pertanto, dovrebbero investire sugli anziani mettendoli così in condizione di contribuire allo sviluppo economico. È proprio il legame tra l’economia e la longevità da ripensare, a partire da una svolta culturale negli interventi di settore, a vantaggio di una maggiore valorizzazione dei cittadini.” Alla vecchia visione della vita, che vede lo sviluppo lineare di tutte le sue fasi dobbiamo iniziare ad affiancarne un'altra, ciclica, in cui il continuo re-inventarsi, continuare ad apprendere e ad essere creativi di fatto allontana o addirittura fa sparire lo spettro dell'esclusione dalla società.

ARCHITETTURA E SPAZIO PUBBLICO

 

E' dimostrato che la salute è in netta correlazione con la solitudine, non solo dal lato psicologico, ma anche fisiologico. Così Rita Cutini nel suo libro Viva gli Anziani dice: “l'isolamento uccide più del fumo. Il combinato di solitudine e un incidente casalingo, bronchiti croniche, scarsa mobilità, ansia, perdita di memoria, diventa letale. Non si muore per perdita di memoria o per una banale caduta, se si è soli invece sì. Un invecchiamento migliore, non solo porterebbe a migliorare e a rendere davvero memorabile il trionfo dell'allungamento della vita, ma al contempo avrebbe un impatto positivo su tutta la società, sia in termini di arricchimento sociale sia di minor spesa per la sanità e l'assistenza.”

 

La qualità della vita, intesa come qualità di cibo, sonno, salute, deve avvalersi di una migliore qualità delle reti sociali; da questo punto di vista l'Italia parte sicuramente avvantaggiata rispetto ad altri paesi, soprattutto quelli nordici, ma molto si può e si deve ancora fare per migliorare l'integrazione della fascia anziana nella comunità, per il bene sia dell'anziano che della comunità stessa. Una città age-friendly deve prevedere una serie di piccoli interventi che invitino gli anziani ad uscire di casa, a usufruire della città e dei suoi servizi, a divertirsi, a socializzare.

 

vedere

luce: i senior hanno bisogno di una quantità di luce tre volte maggiore di quella che serve ad un giovane per vedere bene; un'adeguata illuminazione dello spazio pubblico, delle pensiline degli autobus, dei pannelli informativi e degli esercizi commerciali diventa una condizione che può migliorare la percezione.

font: cartelli informativi, menù e scritte di qualsiasi tipo devono prediligere font chiari, facilmente leggibili e di dimensioni medio-grandi.

immagini: schemi e immagini devono essere di facile lettura e ben contrastati.

 

sentire

il volume delle informazioni deve essere maggiore per poter essere ben udibile anche dagli anziani, viceversa i locali che vogliono invitare un pubblico senior dovrebbero prediligere sottofondi musicali soft e a basso volume.

 

spostarsi

marciapiedi: ampliarli e ridurre più possibile dossi, buche e gradini troppo alti.

semafori: negli incroci maggiori prolungare il verde per i pedoni.

sedute: aumentare il numero delle sedute lungo i percorsi principali, dentro i supermercati, predisporre sedie pieghevoli all'interno degli esercizi commerciali o degli uffici pubblici in modo che un anziano possa riposarsi un attimo prima di proseguire nel suo percorso.

porte: prediligere quelle ad apertura elettrica o leggere e facili da aprire.

trasporti: promuovere i trasporti pubblici verso i punti di interesse, siano essi parchi, centri commerciali, piscine etc, utilizzando ad esempio gli scuolabus quando non sono impegnati nel trasporto dei bambini.

 

La cura dello spazio pubblico può avvenire non solo in modo passivo, ma anche e soprattutto in modo attivo, promuovendo l'attività di cura-trasformazione delle strade delle piazze e del verde.

 

incentivo per il trasferimento al piano terra

in questo modo si potrebbero concordare affitti o prezzi convenzionati di appartamenti posti al piano terra degli edifici, che siano più funzionali per gli anziani e che possano integrarsi con delle attività di cura dello spazio pubblico, sia verde che non, adiacente.

 

incremento degli orti urbani

L'attuale offerta di orti urbani non riesce a sopperire ad una domanda che va crescendo di anno in anno. Incrementare la disponibilità di questi spazi, cercando occasione di costituirne di sempre più vicini al centro, affidando la loro cura e gestione agli anziani ma non solo può diventare un duplice vantaggio per l'amministrazione e per i cittadini.

 

giardinaggio estivo

principalmente le donne di una certa età prediligono alla cura di un orto, la cura dei fiori. Da questo punto di vista manca totalmente la possibilità di integrare questa inclinazione con la cura dello spazio pubblico, mentre molte aree verdi potrebbero essere gestite dalle anziane e dagli anziani per la coltivazione di piante ornamentali e fiori.

Il creative-aging è oggetto dell'intervento al Secondo Forum del Piano Strategico Metropolitano (2013):   

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