VISUAL/PERFORMATIVE ART

 

 

IN-ODORE

 

diverserighestudio

Ecole del Rusco - evento off del Saie 2009

 

dal 28 ottobre al 1 novembre 2009

 

Palazzo d'Accursio, Cortile d'onore

L'installazione in-odore rappresenta il quarto progetto di una ricerca denominata recovery.

 

Cinquemila fiori sospesi per aria e altrettanti steli piantati a terra realizzati con materiali di recupero, materiali che vengono sottratti alla loro funzione primaria per divenire opera a tempo determinato. Scaduto il momento, l'installazione si dissolve per essere ricuperata nel suo ciclo di vita naturale. Sensibilizzare abbattendo i costi che normalmente impediscono l'azione. Per questo in recovery collaborano figure con professionalità differenti (musica, architettura, regia, danza, video-arte, fotografia) che barattano il loro sapere in cambio di potenzialità espressiva. Baratto e prestito divengono il sistema che permette di proporre iniziative a costo zero che non possono essere vendute, possono solo essere vissute documentate.

Fase di montaggio

All’interno della corte di Palazzo d’Accursio il rapporto che si instaura tra odore e spazio è esportabile in gran parte del centro storico; diviene la risultante degli odori che compongono il vivere cittadino.

L'installazione in-odore parla quindi degli spazi verdi in città, del loro sviluppo sempre meno sostenibile ed invita ad una riflessione sull'artificialità di questi luoghi proiettata nel tempo.

In-odore propone una esperienza olfattiva attraverso la dicotomia tra la reale natura ed i surrogati artificiali prodotti dall'uomo che nel tentativo di replicarla, la natura, la ri-produce attraverso simulacri asettici e pretenziosi di essa enfatizzandone tutte le caratteristiche primarie ottenendo un prodotto intollerabile. Nel costruire civiltà l'uomo distrugge la natura e per questo lo spazio installativo (recovery room) viene  specchiato, il giardino naturale, formato da lilium bianchi, rappresenta l'utopia che viene sospesa, come fosse una nube, sulla corte. Dalla terra invece nasce un giardino artificiale composto da reti metalliche e tondini in ferro ripetute in serie che rappresenta la possibile realtà. Negazione di uno rispetto all'altro queste due macro-aree invadono completamente lo spazio modificandolo temporaneamente. Questa trasformazione permette di percepire in modo chiaro ed accentuato le dissomiglianze tra i due creati;  colore, estetica, ciclo di vita ma soprattutto odore che in quello naturale è delicato e si fonde ad una forma riconoscibile che per essere odorato deve essere colto, avvicinato al naso. Quello artificiale invece deve essere sigillato all'interno di una busta ermetica in quanto composto chimicamente con una fragranza esagerata e dannosa al tatto e al gusto, che necessità di una scritta per dichiarare la sua essenza, sono una viola, sono una, rosa sono un lilium.

Lo spettatore interagirà con l'opera sottraendo il fiore del giardino artificiale che diverrà il ricordo olfattivo. Il processo psicologico attivato da questa esperienza postuma diviene significativo in quanto può, in taluni, rianimare l’immagine della installazione rendendo il processo indeterminato. infatti attraverso l'esperienza olfattiva l'uomo memorizza il 35% della sua vita quindi ricorderà nuovamente a distanza di tempo l'Ecole del rusco 2009.

Durante i giorni della manifestazione i fiori del giardino naturale perderanno i loro petali andando a contaminare il giardino artificiale attraverso una pioggia che diviene messaggio di prosperità. la natura è la madre della sostenibilità e permette al fiore di riappropriarsi della terra e ritornando realtà. L’obiettivo diviene quello di una architettura fisiologica che modifica lo spazio attraverso stimoli, consci ed inconsci, necessario per il vivere l’esperienza di quel luogo. Rappresenta un percorso di espressioni attraverso una modalità che non contempla necessariamente una committenza od un pubblico, ma esige un luogo, la recovery room.

E’ antica pratica sociale utilizzare due principi diacronici per enfatizzare (il) un profumo, sottrazione-annullamento, addizione-mascheramento. La scelta è stata di utilizzare la sottrazione più incline a lavorare sul tempo. Infatti Il tempo di un odore può seguire il ciclo naturale o essere progettato accelerando o decelerando – tramite la nebulizzazione – il processo di trasformazione aerea delle molecole che compongono la materia. E-vaporizzando la sommatoria degli odori che compongono uno luogo architettonico svaniranno le molecole più leggere enfatizzando (un) il profumo.

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